1963-2013 OMET history: a far-sighted bank manager / 1963-2013 Il direttore di banca lungimirante

Fifth chapter.

“It seems centuries ago, at the very beginning of my activity as an entrepreneur, when I was in financial trouble because of a few unreliable customers” told Angelo Bartesaghi during his speech at the Club Tecnologia e Passione in Lucca in 2010. “What happened was that some of them did not respect their commitments and I found myself without money to pay my suppliers. I turned then to a bank to ask them to increase my credit limit, but seeing me worried, instead of increasing it they deprived me of what I already had. I went to another bank manager who behaved in the same way leaving me in despair. Fortunately, a third bank manager, a capable and far-sighted person, and who knew me very well, believed in me and in my business idea and, after having secured the support required guaranteeing me the funding for the other two trusts, he gave me his checkbook telling me to go to the other two banks to close the accounts. I still remember the expression of the employees of these two banks and their attempt to stop me from my purpose, assuring me that it was all a misunderstanding and that they would double the exposure as required. At this point I had learned how to deal with business and finance people, I had learned to overcome the great difficulties.”

Quinto capitolo.

“Sembrano passati secoli da quando, all’inizio della mia attività come imprenditore, ero in difficoltà finanziarie a causa di alcuni clienti poco seri e affidabili”, raccontava Angelo Bartesaghi durante il discorso al Club Tecnologia e Passione a Lucca nel 2010. “Successe che alcuni di loro non rispettarono gli impegni presi e io mi ritrovai senza liquidità per pagare a mia volta i fornitori. Mi rivolsi allora a un direttore di banca per chiedere di aumentare il mio fido, ma costui, vedendomi preoccupato, invece di aumentarlo mi tolse quello che già avevo. Andai da un altro direttore di banca che si comportò nello stesso modo gettandomi nella disperazione. Fortunatamente  un terzo direttore di banca a cui mi ero rivolto, una persona capace e lungimirante, e che mi conosceva molto bene, credette in me e nella mia idea imprenditoriale e, dopo avermi assicurato il sostegno richiesto, garantendo la copertura finanziaria anche per gli altri due fidi, mi diede il suo libretto degli assegni dicendomi di andare dalle altre due banche a chiudere il conto. Ricordo ancora l’espressione del personale dei due istituti di credito e il loro tentativo di farmi recedere dal proposito, assicurandomi che era stato tutto un malinteso e che mi avrebbero raddoppiato il fido come richiesto. A questo punto avevo imparato come gestire i rapporti con il mondo imprenditoriale e quello finanziario: avevo imparato a superare le grandi difficoltà”.